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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Sempre a causa del Covid 19, e del caldo, sfogliando l'archivio ho ritrovato questa lettera al direttore del quotidiano di casa nostra.

La sua lettera ci porta a pensare che da allora le cose non sono migliorate e che il degrado è cresciuto in ampiezza e profondità, con la complicità di tutti quelli che stanno a guardare.

Lettera al Direttore de “La Nuova Sardegna”,

copia al Capo della Redazione di Olbia.

barrack a arzachena 110520 014 LR

Lo schiaffo ai consorziati.

Caro Direttore,

ho letto con vivo interesse le pagine dedicate dal suo quotidiano al “Nuovo Potere che sbarca in Sardegna” (titolo azzeccatissimo) nell’edizione di ieri, 23 luglio. Sarei tentato di felicitarmi con l’autore per il suo brillante sforzo creativo, ma rischierei di essere troppo ironico e forse fuori luogo.

E’ evidente infatti che il suo è un eccellente lavoro d’autore  di romanzi surreali. Peccato che i suoi scritti appaiano nella prima pagina e proseguono in cronaca dove, come modesto lettore vorrei trovare il resoconto di un giornalista che, se non ha potuto assistere all’assemblea, si è preso la briga di sentire più fonti (che può citare) e riferire i fatti. 

Io, che ho partecipato all’assemblea, e come me più di un centinaio di consorziati, ho visto e sentito cose completamente diverse da quelle “immaginate e riassunte” dal vostro autore. Irate o pacate ma sempre civilissime e ben circostanziate proteste di decine di consorziati che in alcuni casi ne rappresentavano ufficialmente molte altre decine. Ho sentito di spiagge cronicamente insufficienti, prive di servizi igienici, ma ridotte a tappeti di mozziconi di sigarette, di caos urbanistico, di conflitto di interessi, della mancanza di fognature, e altro ancora. 

Soprattutto ho sentito le contestazioni al bilancio, le prese di distanza da un ente che dovrebbe essere senza fini di lucro ma che “vende” acqua, si fa “pizzicare” dalla Guardia di Finanza  e ricorre al condono per evitare rischi ben maggiori.

Di uno “zio americano” che paga questo condono per conto di consorziati che non conosce e che non gli hanno chiesto di pagare per loro. Di una sentenza che dopo quasi dieci anni riconosce il diritto alla parità di voti per tutti i consorziati.

Tutto ciò vorrà ben dire qualcosa. Non è d’accordo?

Soprattutto l’assemblea ha tracciato la fotografia di una situazione che vede centinaia di consorziati che sono tornati a chiedere di essere rappresentati in un consiglio di amministrazione finora dominato da chi detiene il potere assoluto con molto meno del 20% dei voti. 

Una rappresentanza che non si vuole belligerante ma che tuteli veramente gli interessi di tutti (non è questione di soldi come per mister Barrack), della Costa Smeralda e riaffermi i principi che ne hanno ispirato il progetto, la realizzazione e la gestione dei primi decenni.

“Gli altri consorziati” rappresentano l’85% del patrimonio ma sono condannati dall’impossibilità di farsi rappresentare unitariamente dalla realtà della dispersione dei voti, alla pari dei piccoli azionisti nelle grandi società di capitali governate (spesso male) da chi ha il dieci, quindici percento delle azioni. 

Con la differenza che il piccolo azionista può vendere le sue azioni e uscire di scena mentre per il consorziato la cosa è molto più complicata.

 Tutto ciò sembra essere sfuggito al vostro cronista-autore che non si è accorto che il numero ed il nome dei consiglieri eletto é stato deciso altrove. Che nessuno dei “consiglieri” (pur presente in incognito) si è degnato di presentarsi ed è stato votato “d’ufficio” da un portatore di deleghe, tre o quattro società del nuovo Re Mida, che probabilmente verrà, si arricchirà e poi passerà la mano ad un altro. (Veni, vidi, vinsi?)

Deleghe che in casi come questi non contano ma pesano, certo. Ma che pesano soprattutto sulla dignità di quattromila consorziati tosati e maltrattati come pecore fastidiose ma troppo utili per disperderle.

A maggior misura, quelli più diligenti che hanno partecipato all’assemblea sono stati condannati a fare da comparsa in uno spettacolo di infimo livello, la cui direzione e regia ha messo in imbarazzo persino alcuni dei consiglieri uscenti.

Per concludere mi lasci dire che ho la sensazione che al vostro Autore sia sfuggito anche che i piccoli consorziati hanno già creato le basi per un confronto che sarà civile ma determinato, visto che al loro primo tentativo di organizzare una raccolta di consensi e di deleghe, hanno ottenuto voti attorno alla metà di quelli in mano a chi detiene il potere.

Forse con l’ultima assemblea si è compiuto il definitivo passaggio dal romanticismo della Costa Smeralda del Principe ispirata ad un’associazione tra gentiluomini all’arroganza del potere degli uomini d’affari ed ai loro soldati.

Chi eviterà lo scontro?

Forse voi potreste dare una mano a noi, vostri lettori, dandoci più giornalisti ( o perlomeno giornalismo) “all’americana” (che Tom dovrebbe apprezzare). Ciò non vi impedirà certo di dare spazio ad autori di vivace fantasia ed innamorati delle figlie un ex comunista, in altre pagine del vostro quotidiano.

Grazie per l’attenzione ed ospitalità.

Con i più cordiali saluti,

Giancarlo Perini.

Arzachena, 27 luglio 2011.

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