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A giudicare da ciò che pubblica La Nuova Sardegna l'indomani dell'assemblea annuale, si direbbe che dal Consorzio vengono - come sempre - solo buone notizie. Peccato che chi c'era ha mille ragioni per pensarla diversamente. In termini giornalistici l'articolo pubblicato potrebbe essere etichettato come "la solita marchetta". Vedi Costa Smeralda, in crescita il valore di ville e case.

In realtà non è necessariamente così perchè le notizie pubblicate vengono dalla fonte più interessata e in flagrante conflitto di interessi.

Infatti, come ogni anno, il comunicato stampa non è inviato ai giornalisti (distratti) dal Consorzio, e neppure dalla sua conrollata Servizi Consortili,  ma dall'azionista di maggioranza relativa, ovvero la Sardegna Resorts. I giornalisti non sono ammessi all'assemblea e nemmeno possono assistere ai lavori in collegamento video o streaming. Possibilità questa negata anche agli stessi consorziati non presenti in sala.

Nemmeno stupisce che neppure un/a giornalista si preoccupi di intervistare qualche consorziato,  scelto a caso, tra quelli che frequentano il tradizionale rinfresco a margine dell'assemblea, cui loro potrebbero accedere.

Saprebbero cosi delle furiose proteste di non pochi Consorziati in assemblea, che da anni non sono affatto contenti di come vanno le cose. In assemblea sono la maggioranza numerica ma non possono parlare più di 3 minuti . Molti altri preferisco non perdere altro tempo con la farsa messa in scena al Centro Congressi di Porto Cervo ogni anno a fine luglio.  

Sotto accusa quest'anno, In particolare,  la riconosciiuta inadeguatezza e irrilevanza del Comitato di Architettura che nulla fa (o nulla può fare) per impedire orrori e mostri realizzati da potenti e potentati, che costruiscono quanto e come piace loro, con la complicità attiva o passiva di amministratori della cosa pubblica (a volte distratta, altre volte interessati, altre ancora impossibilitati da norme e limiti di competenza).  D'altronde, da anni sono in corso Indaini e processi per presunti abusi esilizi degli alberghi di lusso il cui vertice controlla anche il Consorzio. Tanto che un esposto, presentato un anno fa da un qualificato gruppo di Consorziati, al Consorzio e agli enti più direttamente interessati (riprodotto in calce) è stato completato ignorato. (riprodotto in calce).

Anche la notizia sulla crescita di valore degli immobili suona alla maggioranza dei Consorziati come una sfacciata presa in giro, con il mercato immobiliare fermo o lentissimo da anni e quotazioni reali (non virtuali) anch'esse immobili se non in ribasso. Sarebbe stato interessante dispore di statistiche ufficiali sul numero sui controlli del Comitato di Architettura, quanti i trasferimenti di proprietà negli ultimi vent'anni (dall'inizio dell'era Barrack-Carraro al disastro di questi ultimi anni), sul numero di licenze rilasciate nel periodo.  Probabilmente il giornalista vero sarebbe venuto a conoscenza di un lungo e documentato Libello diffuso recentemente diffuso in Costa Smeralda, nel quale si denunciano a chiare lettere le incomprensibili scelte della gestione degli alberghi di lusso, sotto la diretta responsabilità del vice-presidente e di due consiieri (tre componenti su cinque del Consiglio di Amministrazione) del Consorzio e che occupano virtualmente tutte le poltrone del comando in Costa Smeralda. Amici di Arzachena. Oppure avrebbe potuto approfondire le ragione del lungo silenzio a proposito dell'esposto di cui abbiamo una copia puntualmente sottoscritta e riprodotto qui sotto.

 

Tamerici 2019 1

 

 Tamerici 2019 2

Tamerici 2019 3

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